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Informazioni e documenti

 

11/07/2016
LA STAMPA ON-LINE RIFERISCE DELL'ACCORDO RAGGIUNTO SULLA EX-CHIAMATA DIRETTA
Fonte: Tuttoscuola - “Lentamente, dopo una fase sommersa di reciproci segnali di disponibilità a trattare, quattro su cinque sindacati della scuola ‘rappresentativi’ (Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals) hanno sottoscritto con il Miur una pre-intesa sulla questione delle modalità di assegnazione dei docenti dai nuovi ‘ambiti’ territoriali istituiti dalla legge 107 alle scuole. Lo ha annunciato un comunicato unitario delle quattro organizzazioni dopo l’incontro “in sede politica” (cioè alla presenza di rappresentanti del Governo, nella fattispecie il sottosegretario Faraone) del 6 luglio 2016, svoltosi al MIUR. La cauta prosa sindacale riconosce che l’incontro “ha permesso di definire le condizioni per giungere alla positiva soluzione di un accordo sulla sequenza contrattuale per l’assegnazione dei docenti dagli ambiti alle scuole”. I punti che caratterizzeranno il contratto integrativo “per il quale si ipotizza una definitiva chiusura in tempi brevi” sono tre, così definiti: trasparenza della procedura; oggettività dei requisiti considerati funzionali all’attuazione dell’offerta formativa; garanzia di requisiti definiti su una tabella titoli individuata a livello nazionale senza alcuna discrezionalità della procedura. Come si nota leggendo tra le righe di un linguaggio accentuatamente diplomatizzato le parti hanno così cercato di trovare un non facile punto d’equilibrio tra il rispetto della norma, che prevede la chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, e la richiesta sindacale di ricondurre le scelte dei dirigenti a criteri oggettivi (al di là di quelli di competenza dei Comitati di valutazione delle scuole) e al rispetto dei titoli dei docenti, garantito da una tabella definita a livello nazionale. La domanda delle scuole, basata sul PTOF, e l’offerta dei docenti, basata sui loro titoli, sembrano così - nelle intenzioni delle parti - incontrarsi su un terreno neutro.”

 

16/05/2016
PUBBLICATI I MVIMENTI SULL'INFANZIA
http://www.usp.livorno.org/doc_li/doc_mobilit%C3%A0/1617/bollettino-aa-privacy.pdf

 

16/05/2016
BASTA CON LE URNE NEGLI EDIFICI SCOLASTICI
“Il ministro degli Interni Alfano proporrà, dunque, nel prossimo Consiglio dei Ministri l’apertura dei seggi per le elezioni amministrative anche per il lunedì. Per non scomodare l’elettore al mare e per rintuzzare le accuse al governo che con una sola giornata di voto limiterebbe un diritto democratico, si aggiungerà il lunedì per consentire agli elettori balneari l’esercizio del diritto al voto. Il prolungamento riguarderà il 6 e il 20 giugno. E questo, ancora una volta senza tener conto che le votazioni si terranno negli edifici scolastici, con conseguente totale interdizione di ogni attività scolastica e degli esami di Stato. Nella maggior parte delle regioni era previsto che le lezioni terminassero tra il 6 e l’8 giugno. Considerato che la predisposizione dei seggi e la restituzione delle aule, previa disinfestazione, comportano il non accesso da parte delle scolaresche nei due giorni che precedono e nei due che seguono le votazioni, le scuole sedi di seggio termineranno di fatto le lezioni il 1° giugno (il 2 giugno è festa nazionale). Da tenere presente che la legge prevede che i giorni di lezione nell’anno scolastico siano almeno 200, e che in molte regioni si era già al limite. Per quanto riguarda il ballottaggio di due settimane dopo, la proroga del voto a lunedì 20 giugno e la conseguente restituzione delle aule in condizioni di piena agibilità pongono un serio pregiudizio agli esami di Stato (maturità) che iniziano mercoledì 23 giugno, preceduti dall’insediamento preliminare delle commissioni esaminatrici. E va anche considerato che per l’esame di scuola media martedì 22 giugno sono previste a calendario (noto dall’anno scorso) le prove suppletive per gli studenti assenti per gravi motivi alla sessione ordinaria della settimana prima. Insomma, se non si risolve l’annoso problema delle sedi elettorali, le attività scolastiche e di conseguenza le famiglie continueranno ad essere penalizzate, costringendo la scuola a piegarsi a logiche che non le appartengono.”[Fonte: Tuttoscuola, 16 maggio 2016].